Ci sono due elementi particolarmente inquietanti in merito alla vendita della Spiaggia di Sottotorre. Il primo è una questione di principio, ed è determinato dal fatto che se si procede con la vendita di una porzione di spiaggia per risanare un debito fuori bilancio, vecchio di non so quanti anni, si crea un pericoloso precedente: ogni volta che servono dei soldi per coprire dei buchi si può ricorrere alla vendita di un bene collettivo, oggi un pezzo di spiaggia sottotorre, domani la salina, poi gli scogli e così via.
Il secondo elemento deriva dal dispositivo della delibera del Consiglio Comunale di Calasetta e dal così detto “tsunami cemento”, la legge “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo” in via di approvazione da parte del Consiglio regionale della Sardegna. La delibera infatti mette in vendita la spiaggia con le relative pertinenze, accessori, NUOVE COSTRUZIONI, AMPLIAMENTI, SOPRAELEVAZIONI. Insomma, il combinato disposta della delibera e della nuova legge regionale sulla cementificazione delle coste sarde permetterà all’acquirente, non solo di diventare proprietario di una porzione della nostra spiaggia, ma anche di edificarla.
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Ricordate Cappellacci e i 100.000 nuovi posti di lavoro?
Era il 10 gennaio, se non ricordo male, quando il signor Cappellacci (ora presidente della Regione (ex) Autonoma della Sardegna) prometteva la creazione di nuovi 100.000 posti di lavoro e sulla base di questa promessa chiedeva ai sardi il voto per lui e per la sua coalizione (quella di Berlusconi presidente, per intenderci). E' tempo dei primi bilanci e i dati non sono incoraggianti (nè per Cappellacci, nè per la Sardegna). Infatti, grazie alla "Rilevazione sulle forze di lavoro" dell'Istat (http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20090922_00/) è possibile confrontare i dati del secondo trimestre del 2009 (con Cappellacci al comando della Regione) con quelli del secondo trimestre 2008 (quando il Presidente della Sardegna era ancora Renato Soru). Da questo confronto si nota subito che sono già andati persi 5.000 posti di lavoro. Certo, il tasso di disoccupazione (nonostante questi dati negativi) sembra diminuire, si è passati, infatti dall'11,3 all'11%, ma si tratta di un effetto ottico determinato dal fatto che la sfiducia nelle istituzioni è così elevata da aver spinto oltre 14.000 sardi a smettere di cercare lavoro in maniera attiva, e quindi a non essere più considerati disoccupati.
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Girotonno, Calasetta è il parcheggio gratuito per i turisti di Carloforte
I turisti vanno a Carloforte per l'ormai tradizionale appuntamento legato alla pesca ella promozione del Tonno e spendono li i loro soldi. Le loro automobili le lasciano gratuitamente parcheggiate nel porto (e dintorni) di Calasetta. Insomma, ancora una volta Calasetta non riesce ad essere altro se non il parcheggio gratuito per i turisti di Carloforte.
Girotonno è ormai giunto alla VII edizione e gli amministratori calasettano non hanno imparato nula.
Cosa fare e perchè? Beh, istituire i parcheggi a pagamento significherebbe garantire nuove e maggiori entrate per il comune, significherebbe garantire qualche occasdione di lavoro, significherre decongestionare il traffico, ma sopratutto significherebbe tratare con il comune di Carloforte per estendere anche al nostro comune una parte dela manifestazione. Insomma, Calasetta con i suoi parcheggi ha in mano un pezzo del successo della manifestazione Carlofortina e nessuno ancora se ne è reso conto.
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Girotonno è ormai giunto alla VII edizione e gli amministratori calasettano non hanno imparato nula.
Cosa fare e perchè? Beh, istituire i parcheggi a pagamento significherebbe garantire nuove e maggiori entrate per il comune, significherebbe garantire qualche occasdione di lavoro, significherre decongestionare il traffico, ma sopratutto significherebbe tratare con il comune di Carloforte per estendere anche al nostro comune una parte dela manifestazione. Insomma, Calasetta con i suoi parcheggi ha in mano un pezzo del successo della manifestazione Carlofortina e nessuno ancora se ne è reso conto.
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Nucleare, prepariamoci alla resistenza
Ieri l'assemblea di Palazzo Madama ha approvato (con 142 sì e 105 no: sì del Pdl e dell'Udc, no del Pd e dell'Idv) gli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge "Sviluppo ed energia" che danno al governo la delega per adottare entro sei mesi più decreti per il ripristino dell'intera filiera di produzione dell'energia atomica: tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile, deposito dei rifiuti radioattivi. La Sardegna, secondo le prime indiscrezioni, viene indicata come uno dei luoghi più idonei ad accogliere sia le nuove centrali che i siti per lo smaltimento delle scorie. Nello specifico si parla della sardegna meridionale, per ora si fa il nome di Santa Margherita di Pula, ma il Sulcis è a rischio. Cosa ne sarà del nostro paese qualora una scelta così scellerata dovesse concretizzarsi? Cosa ne sarà del nostro futuro, dei nostri sogni, dei nostri sforzi? Soprattutto, cosa ne sarà dei nostri figli?
La realizzazione di una centrale nucleare eliminirebbe ogni residua possibilità di sviluppo, metterebbe a rischio la nostra salute, farebbe morire definitivamente il turismo, la pesca, l’agricoltura, cioè l’economia tutta. È bene prepararsi fin d’ora ad una resistenza senza condizioni. Nel Sulcis non dovrà sorgere nessuna centrale nucleare.
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La realizzazione di una centrale nucleare eliminirebbe ogni residua possibilità di sviluppo, metterebbe a rischio la nostra salute, farebbe morire definitivamente il turismo, la pesca, l’agricoltura, cioè l’economia tutta. È bene prepararsi fin d’ora ad una resistenza senza condizioni. Nel Sulcis non dovrà sorgere nessuna centrale nucleare.
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Voglio la corrispondenza recapitata a casa
Stanchi dei continui ritardi nella distribuzione della posta, i cittadini di Calasetta hanno creato un comitato dal nome "Voglio la corrispondenza recapitata a casa". La nascita del comitato arriva dopo numerosi reclami verbali presentati, sia in Comune (a sua volta il sindaco li ha girati alle Poste), sia ai carabinieri: "L'ufficio postale di Calasetta - spiega Gianni Sernagiotto - da quando il portalettere è andato in ferie in vista della pensione, non ha più fatto recapitare la posta ai cittadini che questo portalettere serviva ogni giorno". Oggi l'unica alternativa alla cassetta delle lettere vuota è una passeggiata fino all'ufficio postale. Oggi i cittadini chiedono un risarcimento danni (magari simbolico) e l'immediato ripristino del servizio. (Fonte: l’unione sarda)
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Dotazione abitativa e tasso di occupazione delle abitazioni a Calasetta
Sono pochi i dati rilevati a livello comunale relativi ai temi dell’ambiente, del territorio e delle infrastrutture, nonostante la rilevanza che questi temi rivestono per la programmazione di uno sviluppo durevole. Tra i pochi dati a disposizione, tuttavia, rivestono un grande significato, specie per l’evidenza che mostrano, quelli relativi alla dotazione abitativa e al tasso di occupazione delle abitazioni. Questi dati mostrano che a Calasetta c’è un numero spropositato di abitazioni che si accendono per un mese all’anno…come presepi estivi.
Dotazione abitativa
A Calasetta ci sono in media 2,6 abitazioni per ogni famiglia (Istat, 2001). Tante, tantissime. Basti pensare che nella provincia di Olbia-Tempio ce ne sono 2,2 e che la media Italiana è paria 1,3, quella della Sardegna 1,4; e ancora 1,3 per la Provincia di Carbonia-Iglesias.
Purtroppo questo indicatore, dato dal rapporto tra il numero complessivo delle abitazioni presenti sul territorio e il numero di famiglie residenti, non ci da alcuna informazione circa la proprietà degli immobili, che però sappiano essere per una gran parte di proprietà di non residenti; ma ci dice in modo inequivocabile che a Calasetta ci sono troppe case. Peraltro bisogna tenere conto del fatto che questo dato si riferisce al 2001, e negli ultimi anni il numero di case è cresciuto ulteriormente.
Tasso di occupazione delle abitazioni
Non solo ci sono troppo case a Calasetta, ma soprattutto queste case sono per la maggior parte del tempo vuote. Il tasso di occupazione delle abitazioni, cioè il rapporto percentuale tra il numero delle abitazioni occupate e il totale delle abitazioni, per Calasetta è pari a 38: Ogni 100 abitazioni solo 38 sono occupate. Certo, questo fa parte del fenomeno turistico , ma la differenza rispetto alle medie degli altri territori mette in evidenzia la gravità del fenomeno della speculazione e le ricadute negative che questa ha sul valore e sulla qualità delle abitazioni stesse. In Italia il tasso di occupazione delle abitazioni è pari a 79, in Sardegna 73, nella Provincia di Carbonia-Iglesias 76. Valori simili a quelli osservati a Calasetta si riscontrano solo nei comuni costieri della Provincia di Olbia-Tempio…che però non sembra un buon modello da imitare.
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Dotazione abitativa
A Calasetta ci sono in media 2,6 abitazioni per ogni famiglia (Istat, 2001). Tante, tantissime. Basti pensare che nella provincia di Olbia-Tempio ce ne sono 2,2 e che la media Italiana è paria 1,3, quella della Sardegna 1,4; e ancora 1,3 per la Provincia di Carbonia-Iglesias.
Purtroppo questo indicatore, dato dal rapporto tra il numero complessivo delle abitazioni presenti sul territorio e il numero di famiglie residenti, non ci da alcuna informazione circa la proprietà degli immobili, che però sappiano essere per una gran parte di proprietà di non residenti; ma ci dice in modo inequivocabile che a Calasetta ci sono troppe case. Peraltro bisogna tenere conto del fatto che questo dato si riferisce al 2001, e negli ultimi anni il numero di case è cresciuto ulteriormente.
Tasso di occupazione delle abitazioni
Non solo ci sono troppo case a Calasetta, ma soprattutto queste case sono per la maggior parte del tempo vuote. Il tasso di occupazione delle abitazioni, cioè il rapporto percentuale tra il numero delle abitazioni occupate e il totale delle abitazioni, per Calasetta è pari a 38: Ogni 100 abitazioni solo 38 sono occupate. Certo, questo fa parte del fenomeno turistico , ma la differenza rispetto alle medie degli altri territori mette in evidenzia la gravità del fenomeno della speculazione e le ricadute negative che questa ha sul valore e sulla qualità delle abitazioni stesse. In Italia il tasso di occupazione delle abitazioni è pari a 79, in Sardegna 73, nella Provincia di Carbonia-Iglesias 76. Valori simili a quelli osservati a Calasetta si riscontrano solo nei comuni costieri della Provincia di Olbia-Tempio…che però non sembra un buon modello da imitare.
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