Ieri l'assemblea di Palazzo Madama ha approvato (con 142 sì e 105 no: sì del Pdl e dell'Udc, no del Pd e dell'Idv) gli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge "Sviluppo ed energia" che danno al governo la delega per adottare entro sei mesi più decreti per il ripristino dell'intera filiera di produzione dell'energia atomica: tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile, deposito dei rifiuti radioattivi. La Sardegna, secondo le prime indiscrezioni, viene indicata come uno dei luoghi più idonei ad accogliere sia le nuove centrali che i siti per lo smaltimento delle scorie. Nello specifico si parla della sardegna meridionale, per ora si fa il nome di Santa Margherita di Pula, ma il Sulcis è a rischio. Cosa ne sarà del nostro paese qualora una scelta così scellerata dovesse concretizzarsi? Cosa ne sarà del nostro futuro, dei nostri sogni, dei nostri sforzi? Soprattutto, cosa ne sarà dei nostri figli?
La realizzazione di una centrale nucleare eliminirebbe ogni residua possibilità di sviluppo, metterebbe a rischio la nostra salute, farebbe morire definitivamente il turismo, la pesca, l’agricoltura, cioè l’economia tutta. È bene prepararsi fin d’ora ad una resistenza senza condizioni. Nel Sulcis non dovrà sorgere nessuna centrale nucleare.
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